… la cosa affascinante è che su “National Geographic” ho letto che ci sono più persone vive oggi di quante ne sono morte in tutta la storia dell’uomo. Per dire, se tutti volessero recitare Amleto contemporaneamente, non ci sarebbero abbastanza teschi.
[Jonathan Safran Foer - Molto forte, incredibilmente vicino - p. 14]
[...] E siamo nel giugno del 1815: Borsa ferma e in attesa.
In realtà, quasi ferma.
Qualcuno infatti, nonostante l’incertezza, sta comprando a metri cubi titoli di Stato, sta rastrellando azioni delle Antille e della Martinica (che da quando c’è la guerra sono carta straccia) e sta vendendo, senza dare troppo nell’occhio, partecipazioni nei salnitri che servono per fare la polvere da sparo.
A questo qualcuno, poco prima di pranzo, sono arrivate poche parole via telegrafo ottico, un marchingegno francese di corde e pali che le autorità britanniche non hanno mai voluto adottare ma che un intraprendente privato ha organizzato alla meglio per proprio uso personale.
Il qualcuno, adesso, è nella sala da fumo col suo porto in mano, e beve distrattamente con aria molto rilassata. Andrà in Borsa fra poco, stando molto attento ad arrivare un po’ in ritardo e con una certa noncuranza. Poco prima dell’ora del te’, butterà sul mercato le azioni della fabbrica di fucili di Sheffield, che saliranno immediatamente per poi precipitare poco prima della chiusura.
Nello stesso momento Napoleone, avendo perso – da poche ore – l’ultima battaglia della sua carriera, è sballottolato dentro una carrozza sulla via di Parigi. Non ci saranno più guerre europee per novantanove anni: ma questo, salvo Napoleone nella carrozza e Rothschild col suo bicchiere in mano al tavolino del club, non puo’ immaginarlo ancora nessuno.
[Riccardo Orioles, Catena di Sanlibero 063]
Il maestro di Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita.
Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari.
Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta.
La cosa mandò i genitori su tutte le furie. La ragazza non voleva confessare chi fosse l’uomo, ma quando non ne poté più di tutte quelle insistenze, finì col dire che era stato Hakuin.
I genitori furibondi andarono dal maestro.
«Ah si?», disse lui come tutta risposta.
Quando il bambino nacque, lo portarono da Hakuin. Ormai lui aveva perso la reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupò del bambino con grande sollecitudine. Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo.
Dopo un anno la ragazza madre non resistette più. Disse ai genitori la verità: il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce.
La madre e il padre della ragazza andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, a fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino.
Hakuin non fece obiezioni.
Nel cedere il bambino, tutto quel che disse fu : «Ah sì?».