Dicembre 2006


Il lavoro. Quello strano impulso di affermarsi che, come dice Teresa, “è così essenziale per voi uomini”. Il lavoro prima di tutto, prima degli affetti, della famiglia, il lavoro come mezzo di autorealizzazione.
Ma no, non è così. E’ che qui sto facendo qualcosa di utile, che mette d’accordo la mia professione con la mia opinione sulla vita e le sue vicende. Voglio credere che sia così.
In fondo sono le stesse idee, quelle che mi facevano sfilare in cento cortei nel Sessantotto e che ora mi hanno portato nel Baluchistan. Idee di solidarietà, consapevolezza di essere in qualche modo in debito, ciascuno di noi, verso i più sventurati della terra.
[...]
No, no. Ancora una volta una spiegazione di copertura, bella e comoda, di quelle che gratificano e fanno tornare i conti, che piacciono perché fanno il lifting, perché mettono in pace quello che hai dentro e lo giustificano con quello che appare al di fuori.
Sono qui, piuttosto, perché non ho mai retto la routine, per soddisfare la mia voglia di viaggiare, curiosare e non solo. Perché è una sfida che rompe la monotonia, tanto più affascinante quanto più difficile.

[Gino Strada - Pappagalli verdi - pp. 114-115]

Quelli che dicono si fino a prova contraria e quelli che dicono no (ottimisti / pessimisti) (fiduciosi / diffidenti) (costruttivi / distruttivi) (trainanti / frenanti).

- allora, per il prestito, niente da fare?
- provate col Pirata
- no… ho paura del Pirata… di lei no… lei mi sembra… umano…
- vi sbagliate

[Paolo Sorrentino - L'amico di famiglia - Fandango 2006 - timeline 36m45s]

Qui c’è un punto della situazione molto interessante…

Che farò lontan da te pena dell’anima
senza vederti, senza averti, né guardarti
anche lontano non vorrò dimenticarti
anche se è ormai impossibil il nostro amor

[Vinicio Capossela - Ovunque proteggi - 2006]

Per essere felici si ha bisogno di sicurezza mentre per essere innamorati si ha bisogno di incertezza. La felicità si basa sulla fiducia mentre l’amore esige dubbio e inquietudine. Insomma, grossomodo, il matrimonio è stato concepito per rendere felici, ma non per restare innamorati.
[...] quello che voglio dire è che il matrimonio mescola delle cose che non vanno bene insieme.

[Frédéric Beigbeder - L'amore dura tre anni - p. 56]

[Arsenale Cinema, venerdì 1 dicembre 2006]

Kim Rossi Stuart, il ragazzotto belloccio e con la faccia un po’ da fesso che piaceva a Laura…

Che mentri guardi il film pensi: “Cazzo, veramente bello!”, ma poi, quando leggi nei titoli di coda soggetto e sceneggiatura, regia, attore: Kim Rossi Stuart pensi: ma forse non sono un gran intellettuale, mi piace questa roba un po’ pop, l’avesse fatto Kiarostami avrei potuto dire in giro tranquillamente che era un filmone, avrei potuto dire a me stesso di essere stato colpito un film di Kiarostami, ma se parli di un film così, anche se ti è proprio piaciuto, devi dire: “beh sì, anche se è Kim Rossi Stuart, è proprio carino, una bella opera prima, spunti interessanti”.