Appena arrivati in barca a vela dopo 6 ore di viaggio.
Mi sveglio per il rumore dell’àncora che scende, sono le 5.10 del mattino.
Mi alzo stropicciandomi gli occhi, mi affaccio sopracoperta e nella semioscurità guardo Antonio, il nostro skipper, al timone.
Man mano che gli occhi si abituano alla -pochissima- luce, inizio a vedere la cala (scoprirò poi chiamarsi “brigantina” ed essere famosissima) nella quale siamo ancorati. Rocce bianche a picco sul mare, gabbiani impazziti per il rumore della barca, luce soffusissima dietro le rocce.
E lui, guardando la mia espressione stralunata: “André, nun è er paradiso… è Parmarola!”

11 Giugno 2007