Lacrime lacrime non ce n’è mai abbastanza quando vien su la scoglionatura, inutile dire cuore mio spaccati a mezzo come un uovo e manda via il vischioso male, quando ti prende lei la bestia non c’è da fare proprio nulla solo stare ad aspettare un giorno appresso all’altro. E quando viene comincia ad attaccarti la bassa pancia, quindi sale su allo stomaco e lo agita in tremolio di frullatore e dopo diventa ansia che è come un sospiro trattenuto che dice vengo su eppoi non viene mai. [...]

Si porta appresso nevralgie d’ossa, brufoletti sulle labbra o nel fondoschiena ma poi i più gravi mali, quelli della vocina; cioè chi sei? cosa fai? dove vai? qual è il tuo posto nel Gran Trojajo? cheffarai? e poi ancora quelli più deleteri, i mali del non so giammai né perché venni al mondo né cosa sia il mondo né cosa io stesso mi sia e quando son proprio gravi persino il non so quale sia il mio sesso né il corpo né la cacca mia, cioè i disturbi dubitativi della decadenza.

[Pier Vittorio Tondelli - Altri libertini - Autobahn - p. 148]

E’ uno degli incipit più belli che abbia mai letto, questo me lo ricordavo. Erano anni che non lo rileggevo perché il librino, quello rosso e consumato, l’ho prestato a cissacchì. Oggi l’ho ricomprato in Feltrinelli, assieme ad Alta Fedeltà (e quello lo so a chi l’ho prestato), ed era così diverso da quello che avevo trasformato nella mia memoria. Molto più travolgente nella scrittura, molto meno liberatorio nel contenuto.
E poi non è più rosso (e men che meno consumato) ma bianco, e con una tristissima copertina rigida da libro per ragazzi di tanti anni fa.

Tondelli è uno di quelli che, come diceva Holden, vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. <ping>

P.S. cercando in rete ti accorgi che è una sensazione diffusa, che so, qui e qui.