Il piede moscio è il male del 21° secolo.
[Il capitano dopo l'ennesimo passaggio corto]
13 Luglio 2007
Il piede moscio è il male del 21° secolo.
[Il capitano dopo l'ennesimo passaggio corto]
9 Luglio 2007
Rimanemmo per un attimo in silenzio. Quando lei stava per proseguire la interruppi.
«Devi farmi un piacere. Vuoi?»
«Sì. Che piacere?»
«Se ti innamori perdutamente di me, vorrei che me lo dicessi subito. Non ti affidare al mio intuito. Per piacere. Va bene?»
[Gianrico Carofiglio - Testimone inconsapevole - Parte seconda, cap. 11]
9 Luglio 2007
cosa importa se ha vent’anni
e nelle pieghe della mano
una linea che gira
e lui risponde serio è mia
sottintende la vita
[...]
lui ti offre la sua ultima carta
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire
quando dice è quattro giorni che ti amo
ti prego non andare via
non lasciarmi ferito
e non hai capito ancora come mai
gli hai lasciato in un minuto
tutto quel che hai
però stai bene dove stai
[Francesco De Gregori - Pezzi di vetro - 1975 BMG Ricordi]
6 Luglio 2007
È di nuovo sera. Giro la chiave nella serratura e… Van Gogh mi vola addosso, sempre e comunque. Anche se gli fa male la pancia, anche se stava dormendo profondamente, qualunque cosa abbia mangiato. La fonte di un affettuoso moto perpetuo. Tutti ti piantano, tutti si stancano di te – il cane non smette mai di amarti.
E io lo prendo, lo carico in macchina, lo trasporto dall’altro lato della strada, corro al suo fianco per farlo saltare un po’ con gli altri cani, gli faccio vedere come bisogna giocare con loro, striscio con lui lungo il percorso a ostacoli per fargli vincere la paura, lo accompagno vicino a uomini sconosciuti, prendo la loro mano, con la loro mano accarezzo le orecchie di Van Gogh e gli ripeto che sono buoni.
[Anna Politkovskaja - Novaja Gazeta (Internazionale 662-663) - 12 ottobre 2006 - qui]
…e gli ripeto che sono buoni. Anna Politkovskaja è stata uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006.
3 Luglio 2007
Ci si affeziona anche al dolore, persino alla disperazione. Quando abbiamo sofferto moltissimo per una persona, il fatto che il dolore stia passando ci sgomenta. Perché crediamo significhi, una volta di più, che tutto, veramente tutto finisce.
Non è vero, ma questo non ero ancora pronto a capirlo.
E non avevo chiamato Margherita. Non l’avevo cercata perché avevo paura di perdere il mio dolore. Strane creature, siamo.
[Gianrico Carofiglio - Testimone inconsapevole - Parte terza, cap. 5]
3 Luglio 2007
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
[Fabrizio De André - Cantico dei drogati]
Riccardo Mannerini era un altro mio grande amico. Era quasi cieco perché quando navigava su una nave dei Costa una caldaia gli era esplosa in faccia. È morto suicida, molti anni dopo, senza mai ricevere alcun indennizzo. Ha avuto brutte storie con la giustizia perché era un autentico libertario, e così quando qualche ricercato bussava alla sua porta lui lo nascondeva in casa sua. E magari gli curava le ferite e gli estraeva i proiettili che aveva in corpo. Abbiamo scritto insieme il Cantico dei Drogati, che per me, che ero totalmente dipendente all’alcool, ebbe un valore liberatorio, catartico. Però il testo non mi spaventava, anzi, ne ero compiaciuto. È una reazione frequente tra i drogati quella di compiacersi del fatto di drogarsi. Io mi compiacevo di bere, anche perché grazie all’alcool la fantasia viaggiava sbrigliatissima.
[Fabrizio de André - Come un'anomalia - pp. 59-60]