Stasera sono andato a sentire Walter Veltroni che faceva campagna elettorale per le primarie del Partito Democratico. Lo ascoltavo, dopo un po’, senza quasi più guardarlo, con la sua voce rassicurante, le sue parole ben scelte a coprire l’oggettiva vaghezza dei contenuti. Mentre mi accoccolavo nell’abbraccio delle sue parole mi è venuto in mente questo passo che avevo letto l’altro giorno:

Si è soliti pensare che il successo di un uomo dipenda dal suo aspetto, dalla bellezza o dalla bruttezza del viso, dalla statura, dal fatto che abbia i capelli o sia calvo.
Errore. L’elemento decisivo è la voce. E quella di Vincent è flebile e troppo acuta; quando incomincia a parlare nessuno gli presta attenzione, così è costretto a forzare il tono e tutti hanno l’impressione che gridi. Pontevin, invece, parla in modo assolutamente pacato, e la sua voce grave risuona, gradevole, bella, possente, tanto che i presenti hanno orecchie solo per lui.

[Milan Kundera - La lentezza - cap. 20]