Parole


Sono le grandi provocazioni culturali di Franco Stacconanàna…eee lui si è posto il problema dell’arte moderna, l’artista si deve interrogare sulla funzione dell’arte nella società, Stacconanàna si è interrogato e si è messo sette e mezzo!

[Corrado Guzzanti - Armà di Teleproboscide]

A un certo punto della vostra vita scoprirete di avere più soldi che tempo e comincerete a comportarvi in modo diverso: smetterete di girare in lungo e in largo per trovare un bancomat che non vi chiede la commissione, di guidare per chilometri in cerca della benzina più economica o di ridipingere la casa da soli.

Su questa teoria si fonda il modello economico freemium (free più premium), dove i servizi essenziali sono gratis mentre la versione completa è a pagamento. Lo usano molti giochi online gratuiti.

[...]

Se siete giovani, probabilmente avete più tempo che soldi. È il principio alla base dello scambio di file mp3: è una scocciatura, ma è gratis (anche se illegale!).

Per citare una frase famosa di Steve Jobs, se scarichi la musica da internet, il tempo che impieghi pur di non pagare è pagato meno del minimo sindacale. Questo modello funziona per chi ha molto tempo e pochi soldi: in questo caso il prezzo giusto è gratis.

Più diventate adulti, però, più l’equazione si inverte: sborsare 99 centesimi non vi sembrerà più un problema e vi trasformerete in un cliente pagante, l’utente premium.

[Chris Anderson - The time/money formula of free - Internazionale n. 760]

Per l’uomo esistono due tragedie: non riuscire a soddisfare un desiderio e soddisfarlo.

[Oscar Wilde]

«Andiamo a dritta, a dritta, a dritta, ancora verso La Dorada.»
Fermina Daza sussultò, perchè riconobbe l’antica voce illuminata dello Spirito Santo, e guardò il capitano: era lui il destino. Ma il capitano non la vide perché era annichilito dal tremendo potere di ispirazione di Florentino Ariza.
«Lo dice sul serio?» gli chiese.
«Fin da quando sono nato» disse Florentino Ariza, «non ho detto una cosa che non sia sul serio.»
Il capitano guardò Fermina Daza e vide sulle sue ciglia i primi fulgori di una brina invernale. Poi guardò Florentino Ariza, la sua padronanza invincibile, il suo amore impavido, e lo turbò il sospetto tardivo che è la vita, più che la morte, a non avere limiti.
«E fino a quando crede che possiamo continuare con questo andirivieni del cazzo?» gli domandò.
Florentino Ariza aveva la risposta pronta da cinquantatré anni sette mesi e undici giorni, notti comprese.
«Per tutta la vita» disse.

[Gabriel García Márquez - L'amore ai tempi del colera - p. 370]

La verità non sta in un solo sogno ma in molti sogni.

[Pier Paolo Pasolini - Il fiore delle mille e una notte, 1974]

Secondo l’Haggadah, un antico testo ebraico, la cosa che Dio ha creato prima di qualunque altra è la Torah, un libro “scritto con fuoco nero su fuoco bianco”. Le 22 lettere dell’alfabeto ebraico diventarono poi la materia prima con la quale Dio forgiò cielo e terra. Ora anche tu, Cancro, hai la possibilità di toccare con mano la potenza del linguaggio nel dare forma alla realtà. Nei prossimi giorni ti suggerisco di formulare con grande precisione tutto quello che dirai. Le parole che userai avranno il potere dell’antica formula magica “abracadabra”, che deriva dall’aramaico e significa: “Creo con la parola”.

[Rob Brezsny - L’oroscopo dal 24 al 30 agosto 2007]

Come potrò dire a mia madre che ho paura?

[Fabrizio De André - Cantico dei drogati]

Riccardo Mannerini era un altro mio grande amico. Era quasi cieco perché quando navigava su una nave dei Costa una caldaia gli era esplosa in faccia. È morto suicida, molti anni dopo, senza mai ricevere alcun indennizzo. Ha avuto brutte storie con la giustizia perché era un autentico libertario, e così quando qualche ricercato bussava alla sua porta lui lo nascondeva in casa sua. E magari gli curava le ferite e gli estraeva i proiettili che aveva in corpo. Abbiamo scritto insieme il Cantico dei Drogati, che per me, che ero totalmente dipendente all’alcool, ebbe un valore liberatorio, catartico. Però il testo non mi spaventava, anzi, ne ero compiaciuto. È una reazione frequente tra i drogati quella di compiacersi del fatto di drogarsi. Io mi compiacevo di bere, anche perché grazie all’alcool la fantasia viaggiava sbrigliatissima.

[Fabrizio de André - Come un'anomalia - pp. 59-60]

Lacrime lacrime non ce n’è mai abbastanza quando vien su la scoglionatura, inutile dire cuore mio spaccati a mezzo come un uovo e manda via il vischioso male, quando ti prende lei la bestia non c’è da fare proprio nulla solo stare ad aspettare un giorno appresso all’altro. E quando viene comincia ad attaccarti la bassa pancia, quindi sale su allo stomaco e lo agita in tremolio di frullatore e dopo diventa ansia che è come un sospiro trattenuto che dice vengo su eppoi non viene mai. [...]

Si porta appresso nevralgie d’ossa, brufoletti sulle labbra o nel fondoschiena ma poi i più gravi mali, quelli della vocina; cioè chi sei? cosa fai? dove vai? qual è il tuo posto nel Gran Trojajo? cheffarai? e poi ancora quelli più deleteri, i mali del non so giammai né perché venni al mondo né cosa sia il mondo né cosa io stesso mi sia e quando son proprio gravi persino il non so quale sia il mio sesso né il corpo né la cacca mia, cioè i disturbi dubitativi della decadenza.

[Pier Vittorio Tondelli - Altri libertini - Autobahn - p. 148]

E’ uno degli incipit più belli che abbia mai letto, questo me lo ricordavo. Erano anni che non lo rileggevo perché il librino, quello rosso e consumato, l’ho prestato a cissacchì. Oggi l’ho ricomprato in Feltrinelli, assieme ad Alta Fedeltà (e quello lo so a chi l’ho prestato), ed era così diverso da quello che avevo trasformato nella mia memoria. Molto più travolgente nella scrittura, molto meno liberatorio nel contenuto.
E poi non è più rosso (e men che meno consumato) ma bianco, e con una tristissima copertina rigida da libro per ragazzi di tanti anni fa.

Tondelli è uno di quelli che, come diceva Holden, vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. <ping>

P.S. cercando in rete ti accorgi che è una sensazione diffusa, che so, qui e qui.

Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto.

[Don Lorenzo Milani - Lettera ai giudici - 18 ottobre 1965]

Quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore.

[Paul Valery]

E se i modelli sono quelli, come si può pretendere che la gioventù più esposta e indifesa non sia criminaloide o criminale? È stata la televisione che ha, praticamente (essa non è che un mezzo) concluso l’era della pietà, e iniziato l’era dell’edonè. Era in cui dei giovani insieme presuntuosi e frustrati a causa della stupidità e insieme dell’irraggiungibilità dei modelli proposti loro dalla scuola e dalla televisione, tendono inarrestabilmente ad essere o aggressivi fino alla delinquenza o passivi fino all’infelicità (che non è una colpa minore)

[Pier Paolo Pasolini - Corriere della sera - 18 ottobre 1975 - link]

E’ morto facendo disgregare un cervello che conteneva una cosa così esattamente 15 giorni dopo… e poi… scusate se il corriere nel ‘75 pubblicava degli editoriali così, sì -avete capito bene- in prima pagina, dove ora scrive Ostellino!