Romantico
17 Febbraio 2009
22 Settembre 2007
Per l’uomo esistono due tragedie: non riuscire a soddisfare un desiderio e soddisfarlo.
[Oscar Wilde]
«Andiamo a dritta, a dritta, a dritta, ancora verso La Dorada.»
Fermina Daza sussultò, perchè riconobbe l’antica voce illuminata dello Spirito Santo, e guardò il capitano: era lui il destino. Ma il capitano non la vide perché era annichilito dal tremendo potere di ispirazione di Florentino Ariza.
«Lo dice sul serio?» gli chiese.
«Fin da quando sono nato» disse Florentino Ariza, «non ho detto una cosa che non sia sul serio.»
Il capitano guardò Fermina Daza e vide sulle sue ciglia i primi fulgori di una brina invernale. Poi guardò Florentino Ariza, la sua padronanza invincibile, il suo amore impavido, e lo turbò il sospetto tardivo che è la vita, più che la morte, a non avere limiti.
«E fino a quando crede che possiamo continuare con questo andirivieni del cazzo?» gli domandò.
Florentino Ariza aveva la risposta pronta da cinquantatré anni sette mesi e undici giorni, notti comprese.
«Per tutta la vita» disse.
[Gabriel García Márquez - L'amore ai tempi del colera - p. 370]
3 Luglio 2007
Ci si affeziona anche al dolore, persino alla disperazione. Quando abbiamo sofferto moltissimo per una persona, il fatto che il dolore stia passando ci sgomenta. Perché crediamo significhi, una volta di più, che tutto, veramente tutto finisce.
Non è vero, ma questo non ero ancora pronto a capirlo.
E non avevo chiamato Margherita. Non l’avevo cercata perché avevo paura di perdere il mio dolore. Strane creature, siamo.
[Gianrico Carofiglio - Testimone inconsapevole - Parte terza, cap. 5]
29 Giugno 2007
Quando ero un ragazzo c’era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E’ stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E’ stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fatto con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. E’ stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.
Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’erano le parole: “Stay Hungry. Stay Foolish.”, siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.
[Steve Jobs - Commencement address - Stanford University - 12 giugno 2005 (thx Macity per il testo, WiredAtom per l'immagine)]
19 Giugno 2007
Lacrime lacrime non ce n’è mai abbastanza quando vien su la scoglionatura, inutile dire cuore mio spaccati a mezzo come un uovo e manda via il vischioso male, quando ti prende lei la bestia non c’è da fare proprio nulla solo stare ad aspettare un giorno appresso all’altro. E quando viene comincia ad attaccarti la bassa pancia, quindi sale su allo stomaco e lo agita in tremolio di frullatore e dopo diventa ansia che è come un sospiro trattenuto che dice vengo su eppoi non viene mai. [...]
Si porta appresso nevralgie d’ossa, brufoletti sulle labbra o nel fondoschiena ma poi i più gravi mali, quelli della vocina; cioè chi sei? cosa fai? dove vai? qual è il tuo posto nel Gran Trojajo? cheffarai? e poi ancora quelli più deleteri, i mali del non so giammai né perché venni al mondo né cosa sia il mondo né cosa io stesso mi sia e quando son proprio gravi persino il non so quale sia il mio sesso né il corpo né la cacca mia, cioè i disturbi dubitativi della decadenza.
[Pier Vittorio Tondelli - Altri libertini - Autobahn - p. 148]
E’ uno degli incipit più belli che abbia mai letto, questo me lo ricordavo. Erano anni che non lo rileggevo perché il librino, quello rosso e consumato, l’ho prestato a cissacchì. Oggi l’ho ricomprato in Feltrinelli, assieme ad Alta Fedeltà (e quello lo so a chi l’ho prestato), ed era così diverso da quello che avevo trasformato nella mia memoria. Molto più travolgente nella scrittura, molto meno liberatorio nel contenuto.
E poi non è più rosso (e men che meno consumato) ma bianco, e con una tristissima copertina rigida da libro per ragazzi di tanti anni fa.
Tondelli è uno di quelli che, come diceva Holden, vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. <ping>
P.S. cercando in rete ti accorgi che è una sensazione diffusa, che so, qui e qui.
16 Giugno 2007
La tua santa patrona di questa settimana è la pittrice e attrice Beatrice Wood (1893-1998), che grazie all’amicizia con i surrealisti e a uno stile di vita bohemien si guadagnò il titolo di Musa del dadaismo. Beatrice a 92 anni completò la sua autobiografia, intitolata “Mi scandalizzo di me stessa”. Il primo compito per la prossima settimana, Gemelli, è fare tre cose per le quali anche tu possa dire: “Mi scandalizzo di me stesso”. Il secondo è immaginare di avere 92 anni e ricordare con orgoglio le dieci cose più intelligenti che hai fatto nella vita per scandalizzare te stesso e aumentare la tua coscienza di te stesso.
[Rob Brezsny - L'oroscopo dal 15 al 21 giugno 2007]
Chi si scandalizza è sempre banale: ma, aggiungo, è anche sempre male informato.
[Pier Paolo Pasolini - Processo anche a Donat Cattin - p. 139]
1 Giugno 2007
“Perché non rispondevi? Ti mancava il coraggio?” potresti chiedermi.
Non è questione di coraggio, Mia, rispondere è questione di muscoli e aria.
A me le parole non salivano, non vibravano le corde vocali. C’era un difetto, qualcosa che andava storto quando parlavo con loro. La voce mi si fermava a metà, non si muoveva da quel tunnel, l’uscita era lontana.
Le mie parole morivano nel buio della laringe.
Ma tu parlami, Mia.
Vanno cacciate le parole, altrimenti ti puzzano dentro, come i cadaveri che tieni in casa.
[Giulia Carcasi - Io sono di legno - p. 60]
1 Giugno 2007
Lo so come ti senti. È come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l’unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginarti di essere già vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti.
[Andrea De Carlo - Due di Due]
12 Febbraio 2007
1. Ti chiami Eva
2. Fai la giornalista d’assalto senza se e senza ma
3. Sei bella
4. Sei ubriaca per una storia d’amore forse finita forse no
5. Ti tengo sotto braccio mentre camminiamo nella città deserta e ridi, e ti agiti, e piangi anche se ti conosco da 2 ore
6. Hai parlato ininterrottamente per 2 ore
7. Hai un po’ di trucco sbavato
8. Probabilmente non ti vedrò più
Cos’è, un film?
Sono le 4:06 del mattino, domattina andrò a lavorare contento…


