La teoria dell’agente economico individualista fa molta fatica a spiegare perché le persone donano il sangue, vanno a votare e riciclano i rifiuti: ognuna di queste attività comporta dei costi mentre i benefici sono risibili per l’individuo e enormi per la società.
Il concetto del capitale sociale, norme sociali o semplicemente buona cittadinanza rappresenta una possibile soluzione del rebus. Tale concetto si è affermato in ambito sociologico a partire dalle fine degli anni Ottanta grazie al contributo di Robert Putnam che ha definito il capitale sociale come “la fiducia, le norme che regolano la convivenza, le reti di associazionismo civico, elementi che migliorano l’efficienza dell’organizzazione sociale promuovendo iniziative prese di comune accordo”. Diversi recenti contributi mettono in relazione il capitale sociale con lo sviluppo economico e finanziario.

 [PERCHÉ L'ITALIA SI DIVIDE SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA - Paolo Buonanno e Giovanni Mastrobuoni - LaVoce.info - 04.02.2008]

Voi noterete che, quanto al nostro obiettivo, quando ci innamoriamo si ha uno stranissimo paradosso.
Il paradosso consiste che quando noi ci innamoriamo stiamo tentando il ritrovamento di tutte o di alcune delle persone cui eravamo attaccati da bambini e, per altro verso, chiediamo alla persona amata di correggere ognuno di quei torti che quegli originari genitori o fratelli ci hanno inflitto nella verde età, cosicchè l’amore contiene in sé la contraddizione tra il tentativo di annullare il passato e il tentativo di tornare al passato.

 

[Woody Allen, "Crimini e misfatti", 1989] 

Laggiù, in sala macchine, quella notte, Novecento e io diventammo amici. Per la pelle. E per sempre. Passammo tutto il tempo a contare quanto poteva fare in dollari tutto quello che avevamo rotto. E più il conto saliva, più ridevamo. E se io ci ripenso, mi sembra che era quella cosa lì, essere felici.
O una cosa del genere.

[Alessandro Baricco - Novecento - p. 31]

Baricco copia, ma copia bene… <ping>

Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Non succede spesso, però.

[J.D. Salinger - Il giovane Holden - Cap III, p. 23]

<ping>

Stasera sono andato a sentire Walter Veltroni che faceva campagna elettorale per le primarie del Partito Democratico. Lo ascoltavo, dopo un po’, senza quasi più guardarlo, con la sua voce rassicurante, le sue parole ben scelte a coprire l’oggettiva vaghezza dei contenuti. Mentre mi accoccolavo nell’abbraccio delle sue parole mi è venuto in mente questo passo che avevo letto l’altro giorno:

Si è soliti pensare che il successo di un uomo dipenda dal suo aspetto, dalla bellezza o dalla bruttezza del viso, dalla statura, dal fatto che abbia i capelli o sia calvo.
Errore. L’elemento decisivo è la voce. E quella di Vincent è flebile e troppo acuta; quando incomincia a parlare nessuno gli presta attenzione, così è costretto a forzare il tono e tutti hanno l’impressione che gridi. Pontevin, invece, parla in modo assolutamente pacato, e la sua voce grave risuona, gradevole, bella, possente, tanto che i presenti hanno orecchie solo per lui.

[Milan Kundera - La lentezza - cap. 20]

Per l’uomo esistono due tragedie: non riuscire a soddisfare un desiderio e soddisfarlo.

[Oscar Wilde]

«Andiamo a dritta, a dritta, a dritta, ancora verso La Dorada.»
Fermina Daza sussultò, perchè riconobbe l’antica voce illuminata dello Spirito Santo, e guardò il capitano: era lui il destino. Ma il capitano non la vide perché era annichilito dal tremendo potere di ispirazione di Florentino Ariza.
«Lo dice sul serio?» gli chiese.
«Fin da quando sono nato» disse Florentino Ariza, «non ho detto una cosa che non sia sul serio.»
Il capitano guardò Fermina Daza e vide sulle sue ciglia i primi fulgori di una brina invernale. Poi guardò Florentino Ariza, la sua padronanza invincibile, il suo amore impavido, e lo turbò il sospetto tardivo che è la vita, più che la morte, a non avere limiti.
«E fino a quando crede che possiamo continuare con questo andirivieni del cazzo?» gli domandò.
Florentino Ariza aveva la risposta pronta da cinquantatré anni sette mesi e undici giorni, notti comprese.
«Per tutta la vita» disse.

[Gabriel García Márquez - L'amore ai tempi del colera - p. 370]

La verità non sta in un solo sogno ma in molti sogni.

[Pier Paolo Pasolini - Il fiore delle mille e una notte, 1974]

Secondo l’Haggadah, un antico testo ebraico, la cosa che Dio ha creato prima di qualunque altra è la Torah, un libro “scritto con fuoco nero su fuoco bianco”. Le 22 lettere dell’alfabeto ebraico diventarono poi la materia prima con la quale Dio forgiò cielo e terra. Ora anche tu, Cancro, hai la possibilità di toccare con mano la potenza del linguaggio nel dare forma alla realtà. Nei prossimi giorni ti suggerisco di formulare con grande precisione tutto quello che dirai. Le parole che userai avranno il potere dell’antica formula magica “abracadabra”, che deriva dall’aramaico e significa: “Creo con la parola”.

[Rob Brezsny - L’oroscopo dal 24 al 30 agosto 2007]

caccole

orche

beatrice

Il piede moscio è il male del 21° secolo.

[Il capitano dopo l'ennesimo passaggio corto]

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